Margine totale e margine libero: leggerli entrambi
Due cifre, due domande diverse. Confonderle fa prendere per tranquilla un'attività che blocca.
Che cosa misura ciascuno
| Margine totale | Margine libero | |
|---|---|---|
| La domanda | Di quanto può slittare questa attività senza spostare la fine del progetto? | Di quanto può slittare senza spostare la sua prima successiva? |
| Che cosa guarda | La fine del progetto, o la scadenza che la delimita | L'inizio al più presto delle sue successive |
| Quando vale zero | L'attività è sul percorso critico | Ogni ritardo intralcia subito ciò che segue |
| Può essere negativo | Sì, quando un vincolo o una scadenza non è sostenibile | No |
Un esempio
Un'attività ha 10 giorni di margine totale e 0 di margine libero. Spostarla di un giorno non allontana la fine del progetto, ma blocca la sua successiva l'indomani. Sul campo è un'attività che tutti credono flessibile e non lo è.
Il contrario non esiste: il margine libero non supera mai il margine totale.
Perché in giorni lavorativi
Un margine espresso in giorni di calendario non dice nulla: cinque giorni sopra un ponte di quattro non sono cinque giorni di lavoro. I margini sono calcolati in ore lavorative, poi convertiti con il calendario dell'attività interessata.
Che cosa un margine non dice
- Un margine di 200 giorni non dice che l'attività è comoda. Dice quasi sempre che manca un collegamento.
- Un margine negativo non dice che il progetto è in ritardo. Dice che una data imposta non è raggiungibile con i collegamenti dichiarati.
- Un margine non dice nulla sulle risorse: due attività con margine comodo possono richiedere la stessa squadra lo stesso giorno.